HR… a bordo!

Smettiamo per un attimo di pensare ad un* HR seduto dietro la scrivania nel suo ufficio, dove si reca quasi ogni giorno, o nel suo studio di casa.
Immaginiamo, per un attimo, un ufficio “galleggiante”, con oblò vista mare, anzi mari, i più belli del mondo.
Pensiamo ad un Direttore HR che ogni giorno si sveglia in una parte diversa di mondo, e sa che fuori dalla sua porta lo aspettano circa 1000 persone, di decine di culture diverse, da rendere persone “felici sul posto di lavoro”.

È quello che accade ogni giorno ad Antonino Rizzuto, Direttore HR Onboard di Costa Crociere, protagonista di un’interessantissima chiacchierata “online” durante il Summer Party del gruppo regionale Abruzzo e Molise, tenutosi venerdì 30 giugno.
A dialogare col nostro ospite è stata Roberta Moreschi, Direttore Risorse Umane Toto Holding S.p.A. che, attraverso le sue domande, in poco tempo e con condizioni di connessione non sempre facili, è riuscita a guidare i soci in questo racconto.
Antonino ha iniziato a lavorare a bordo circa 10 anni fa, nell’ambito di un progetto di Costa Crociere per implementare la figura di HR Director direttamente a bordo di ogni nave per seguire più da vicino il personale imbarcato.
La nave dalla quale ci ha parlato conta circa 1000 persone di equipaggio, di oltre 35 nazionalità e culture diverse, in una missione che durerà circa 4 mesi durante i quali ogni giorno, oltre a svolgere tutte le attività di un HR, si trova a confrontarsi con le difficoltà che tutti si trovano ad affrontare lontano da casa: solitudine, lontananza dalla famiglia, mancanza di “casa”. 4 mesi durante i quali, però, Antonino ha la possibilità di vedere le “sue” persone essere davvero loro stesse, poter esprimere il loro potenziale senza pregiudizi.

Ascoltare le parole di Antonino ci ha dato la possibilità di scoprire un modo di fare HR a cui solitamente non siamo abituati e sicuramente sarebbe bello poter approfondire tutti gli aspetti di questa declinazione del nostro lavoro. Vivere 24 ore su 24 con il proprio personale, oltre all’elevatissima professionalità, richiede una componente “umana” a cui nel nostro lavoro non siamo forse sempre abituati e preparati.

 

 

Articolo a cura del gruppo AIDP Abruzzo e Molise

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