Il Caffè Internazionale

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QUANDO L’INTERNAZIONALE APRE LE PORTE AIDP SPALANCA FINESTRE

Prendiamo un caffè con i nostri referenti di AIDP International: facciamoci ispirare e intraprendiamo questo viaggio insieme.

Ne parliamo con Dania Marchesi Performance&Sviluppo in Iren Spa (Gruppo Iren), Psicologa del lavoro, membro del Gruppo Scientifico AIDP International e con Raffaele Credidio Regional Director People Organization in MICRON, membro del Board EAPM e VP AIDP con delega ai rapporti internazionali

 

Raccontaci quali sono le tue motivazioni in AIDP International

Dania: AIDP International è una splendida finestra sul Mondo e sul Mondo HR, fuori dai confini nazionali, grazie alle ottime relazioni con colleghi di altre culture possiamo infatti scoprire buone prassi così come intercettare i macro-trend nella nostra professione.

Importante opportunità di prendervi parte è rappresentata dalla possibilità di scardinare alcuni stereotipi e luoghi comuni tipo: “Fuori dall’Italia si fa tutto meglio” “Come si fanno le cose in Italia non le fa nessuno”. Forse sono vere entrambe le affermazioni, forse entrambe false, vale la pena superare i luoghi comuni e mettersi in relazione direttamente con chi fa bene il proprio lavoro, ovunque sia nel nostro pianeta. Occorre più che mai allenarci alla Complessità.

Lavorare e mettermi in gioco nel mondo internazionale significa per me rinnovare l’entusiasmo del confronto, sappiamo che una lettura positiva della diversity ci dice che si cresce di più quando ci si confronta con ciò che è più diverso da noi stessi.

Raffaele: AIDP International ci permette di apprendere dai colleghi di altri Paesi, conoscerne le loro Best Practices e, quando migliori delle nostre, replicarle. Chiaramente il processo vale anche al contrario visto che spesso i nostri colleghi italiani riescono a trovare soluzioni vincenti. Attraverso la partecipazione in AIDP International vorrei capire, insieme ai colleghi di altri Paesi nel mondo, come affrontare le problematiche che ci accomunano, le sfide offerte dalla vita di oggi. Vorrei lavorare con loro per definire quale contributo potremmo apportare tutti insieme per migliorare la realtà che ci circonda. Trovare con i colleghi italiani così come con quelli che operano oltre i confini nazionali, le politiche che porteranno i lavoratori del futuro verso l’unica evoluzione possibile consapevole dell’importanza della centralità dell’uomo e del suo rispetto verso il pianeta. Penso che allargare gli orizzonti nazionali sia centrale per la professione di ognuno di noi.

 

Ci raccontate dei vostri buoni propositi?

Dania: Vorrei trovare il modo migliore per poter reagire alla situazione difficile che si è creata con la pandemia. Vorrei vigilare sull’emersione di nuove disparità, di nuovi “devide” che possono impedire alle persone di crescere e di accedere ai servizi dell’apprendimento stesso (es. digital devide, ma non solo). Inoltre, mi piacerebbe espandere il mio network professionale in modo da poter essere ispirata dalle azioni altrui, indipendentemente se provengono da colleghi che vivono a Sydney o a Reykjavík!

Questo periodo trascorso vivendo “on line” mi ha insegnato molto e mi ha fatto capire l’importanza di migliorare una competenza digitale importante: la Digital Empaty! Cioè la capacità di essere empatici attraverso lo schermo. Esploso con il lockdown, amato o odiato, l’entrare in relazione via web si è dimostrato strumento prezioso per incontrare le persone di qualsiasi estrazione e cultura. Ma bisogna “bucarlo”, quello schermo!

Raffaele: A brevissimo termine vorrei aiutare la mia azienda, ma anche lavorare con i colleghi in AIDP per trovare le migliori soluzioni nella gestione della transizione verso la fine della pandemia. Creare le condizioni affinché si possano adottare soluzioni e flessibilità in linea con una normalità diversa da quella che esisteva prima della pandemia. L’obiettivo è sempre quello di creare il miglior ambiente (reale e virtuale) per i lavoratori. Mi piacerebbe poter tornare a vivere esperienze reali e non solo virtuali.

 

Ora che ci avete raccontato un po’ chi siete e cosa perseguite ci piacerebbe sentire da voi su cosa vi state impegnando

Dania: La situazione attuale ci spinge a fare sempre meglio e, probabilmente, richiederà la nostra attenzione su molti fronti. Personalmente, come dicevo già prima, reputo di fondamentale importanza dedicarmi alla “vigilanza” delle soglie di accesso a tutti i servizi (scolastici, formativi, professionali, ma anche quelli ai servizi HR). Di sicuro interesse personale e professionale sarà intravedere e monitorare la polarizzazione fra coloro che sono sempre più ricchi e coloro che sono sempre più poveri, fra persone sempre più formate e persone che non riescono ad avere accesso all’istruzione (pensiamo ad esempio al digital divide), a chi avrà accesso allo smartworking e chi no, alla cogestione di più generazioni sul lavoro (che hanno sogni diversi), con particolare attenzione ai giovani entrati in azienda in periodo covid. Per fare tutto ciò, inutile dire che occorre sempre di più allenarsi al Pensiero Complesso!

Raffaele: Mi impegnerò attraverso tutti i canali associativi nazionali e internazionali per far leva sui grandi cambiamenti che stiamo vivendo. Auspico una maggiore umanizzazione degli ambienti lavorativi dove emergano collettività e socialità, attenzione all’ambiente ed eliminazione delle disuguaglianze. Sono sempre più convinto che il nostro ruolo è determinante per raggiungere questi obiettivi e come Referente nazionale di questa area di lavoro sono orgoglioso di viaggiare insieme ai tanti colleghi che condividono con me idee, ambizioni ma soprattutto la passione per la propria professione.

 

Raffaele Credidio

Raffaele Credidio VP AIDP con delega ai rapporti Internazionali, membro del Board EAPM

 

Dania Marchesi membro del Gruppo Scientifico di AIDP International

 

 

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