TROPPO SIMILI O TROPPO DIVERSI?

La diversità come sfida per comprendere la propria identità: verso un approccio inclusivo che fa leva sulle somiglianze più che sulle differenze.

In ambito organizzativo sempre più spesso si sente parlare di Diversity Management inteso come approccio volto a far emergere le differenze di genere, etnia, cultura, generazione. Metterle in risalto ne amplifica gli stereotipi: non esistono “diversi”, siamo tutti diversi. Le nuove frontiere della formazione ci portano ad ampliare la prospettiva. Se focalizzassimo la nostra attenzione su ciò che accomuna e che rende simili piuttosto che sulla diversificazione?

Lavorare sull’inclusione vuol dire far leva sui punti di forza di ognuno creando un ambiente di lavoro che favorisca l’espressione del potenziale individuale come vantaggio competitivo. Questo il nuovo approccio al quale le aziende si stanno avvicinando. Mobilitare le energie personali per far evolvere il proprio potenziale risulta essere più efficace che sviluppare le aree in cui siamo carenti, questo è il vero cambio di paradigma rispetto al passato

Il mondo della formazione si pone l’obiettivo di sostenere le aziende in questo percorso di valorizzazione delle risorse attraverso strategie e strumenti per mettere in luce i punti di incontro più che quelli di scontro. La gestione dell’Inclusion diventa una leva strategica per le aziende che prendono consapevolezza dell’importanza di creare ambienti di lavoro inclusivi per un motivo essenziale: favorire “l’intelligenza collettiva”, per far maturare le capacità di pensiero strategico, problem solving e creatività che generano vantaggi nella capacità di innovazione imprenditoriale.

In Italia stanno crescendo le richieste formative riguardanti il tema del rapporto tra le generazioni in azienda in quanto la vita lavorativa si sta allungando e generazioni diverse condivideranno più a lungo lo stesso ambiente di lavoro.
La sfida che attende le aziende è la ricerca di modelli manageriali che siano in grado di favorire uno scambio simbiotico e un’integrazione delle differenze generazionali.
Persone con età ed esperienze diverse possono raggiungere alte performance lavorando insieme e completandosi a vicenda, dando valore aggiunto all’azienda, al business e a sé stessi.

In riferimento ai modelli manageriali, nel corso del congresso sarà centrale il tema del Change Management come leva di cambiamento dei comportamenti organizzativi tramite percorsi di sviluppo innovativi.

Irene VECCHIONE
Amministratore Delegato di ASSET MANAGEMENT, a Gi Group Company

  • La conversazione con l’autrice continua a bordo de La Superba, il 12 e 13 maggio, al 46° Congresso Nazionale AIDP nella wave Training & Change Management: Innovazione per la Formazione/Formazione per l’Innovazione.
    Per saperne di più sul Congresso, sul programma e sui protagonisti:
     
    http://congresso.aidp.it/

#aidp2017

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