Il manifatturiero italiano affronta sfide crescenti: costo del lavoro, digitalizzazione disomogenea, trasparenza salariale. Per Alessia Rigoni, Managing Director di SD Worx Italy, la risposta passa da una funzione HR capace di integrare i dati e orientare le decisioni strategiche dell’impresa.
Il manifatturiero italiano vale il 15% del PIL nazionale e il 13% di quello europeo, con il 35% degli investimenti in macchinari. Numeri che confermano la centralità del settore, ma che pongono una domanda a chi si occupa di persone: siamo davvero attrezzati per sostenere questa complessità? La competitività oggi non si gioca più soltanto su impianti e automazione. Dipende, in misura crescente, dalla capacità di valorizzare il capitale umano.
Nella mia esperienza alla guida di SD Worx Italy, osservo quotidianamente il divario tra le esigenze operative delle aziende di produzione e la maturità della loro funzione HR. In molte realtà, soprattutto nelle PMI, la gestione del personale si ferma all’amministrazione: in alcuni casi è l’imprenditore stesso a occuparsene. Eppure le sfide sono evidenti a tutti noi: turni articolati, alternanza di picchi e cali della domanda, coordinamento tra stabilimenti con modelli operativi diversi. A questo si aggiunge l’invecchiamento della forza lavoro, che rende urgente il trasferimento delle competenze critiche, e la difficoltà di attrarre profili tecnici qualificati.
La digitalizzazione dei processi HR procede in modo disomogeneo. Solo alcune filiere hanno intrapreso una trasformazione profonda, e questo frena la competitività su scala internazionale. Il nodo, come sanno bene i professionisti HR, non è la quantità di dati (che già esistono), ma la capacità di integrarli. Quando payroll, presenze, pianificazione dei turni e gestione delle competenze dialogano tra loro, l’azienda può anticipare i colli di bottiglia, ottimizzare le risorse e decidere in modo più consapevole su straordinari, assenze e riallocazioni.
C’è poi un tema che ci riguarda da vicino: la trasparenza salariale. La direttiva UE 2023/970, da recepire entro giugno 2026, impone di rendere le logiche retributive leggibili e documentate. Le imprese manifatturiere partono spesso da sistemi retributivi complessi e poco strutturati. La sfida è culturale prima ancora che normativa: chi investirà per tempo in analisi retributive e governance potrà trasformare l’obbligo in un vantaggio competitivo.
È il momento di assumere un ruolo diverso. Analytics, simulazione del costo del lavoro e Intelligenza Artificiale integrata nei processi ci consentono di passare da una gestione reattiva a un modello predittivo. Il nostro compito è portare valore al tavolo delle decisioni di CEO, CHRO e CFO. Il capitale umano non è un centro di costo: è il fattore decisivo per competere.

Alessia Rigoni
Managing Director SD Worx Italy
SD WORX ti aspetta a Padova il 12 e 13 giugno al 55° Congresso Nazionale AIDP
“Il Coraggio della Competenza. Non è mai troppo presto, non è mai troppo tardi”
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