Ci sono parole che, nel linguaggio delle organizzazioni, rischiano di consumarsi prima ancora di essere davvero praticate. “Partecipazione” è una di queste. La usiamo spesso: richiama ascolto, fiducia, coinvolgimento. Ma proprio per questo merita una domanda meno comoda: quando la partecipazione crea davvero valore? E quando, invece, rischia di rallentare le decisioni, confondere le responsabilità o generare aspettative che l’organizzazione non è pronta a sostenere?
Da questa domanda è partita l’Esplorazione dedicata alla partecipazione alla gestione d’impresa, realizzata al Congresso AIDP di Padova. Non una tavola rotonda, non una lezione, ma un laboratorio breve e intenso, con circa 80 partecipanti chiamati a confrontarsi in modo attivo su un tema tornato di grande attualità anche alla luce della Legge 76/2025. La norma apre uno spazio. Ma la qualità della partecipazione, come spesso accade, dipende dalle scelte organizzative.
L’impostazione è stata volutamente concreta. L’obiettivo non era celebrare la partecipazione come valore in sé ma metterla alla prova. Dove funziona? Dove no? Quali condizioni servono perché non resti un principio dichiarato? L’apertura, curata da Gianluca Nardone, che ha guidato il gruppo di lavoro e condotto l’Esplorazione in aula, ha proposto questo frame: la partecipazione non è una formula buona per ogni contesto, ma una leva da progettare. Ha bisogno di perimetri, tempi, ruoli chiari, governance e capacità di restituire alle persone ciò che è stato ascoltato, deciso, accolto o anche escluso.
La testimonianza di Fabrizio Leopardi di Leroy Merlin ha dato sostanza al confronto. Attraverso un’intervista guidata, il caso aziendale è stato affrontato non come racconto patinato, ma come esperienza viva: motivazioni, scelte difficili, frizioni, apprendimenti. Il punto non era chiedere “qual è il modello da copiare?”, ma capire quali domande porsi prima di introdurre un sistema partecipativo.
Poi l’aula è entrata nel vivo. I partecipanti hanno lavorato in piccoli gruppi, supportati da Kahoot, alternando domande chiuse, momenti di gamification e risposte aperte. Lo strumento digitale non è stato usato come semplice animazione, ma come modo per dare ritmo, raccogliere percezioni e rendere visibili, in tempo reale, orientamenti e differenze.
La domanda più efficace è stata anche la più spiazzante: “Su cosa non useresti la partecipazione?”. Da lì è emersa la parte più interessante del confronto. Perché riconoscere il valore della partecipazione significa anche saperne vedere i limiti. Non tutte le decisioni sono partecipabili allo stesso modo. Non tutti i contesti sono maturi. Non tutte le urgenze consentono lo stesso livello di coinvolgimento. Partecipare non significa decidere tutti su tutto: significa chiarire chi contribuisce, su cosa, con quali informazioni e con quale responsabilità finale.
Nel debrief sono affiorati alcuni messaggi ricorrenti: senza fiducia la partecipazione non parte; senza perimetro si disperde; senza feedback diventa frustrazione; senza leadership rischia di trasformarsi in ambiguità.
Questo risultato è il frutto di un lavoro corale, preparato nei mesi precedenti e gestito con attenzione, misura e professionalità. Un ringraziamento particolare va a Chiara Bellon, Maria Rosaria Brunetti, Gianluca Nardone, Alvise Nicolazza, Alfonso Orfanelli e Luigi Mengato, che hanno curato la progettazione e la realizzazione dell’Esplorazione con competenza, generosità e grande cura del dettaglio. Il valore dell’esperienza è passato anche da qui: dalla qualità di un team che ha saputo trasformare un’idea in un momento realmente partecipato.
Forse il valore dell’Esplorazione è stato proprio questo: portare una parola importante fuori dalla retorica e dentro il mestiere del management. La partecipazione può essere una leva potente, ma solo se progettata con lucidità. Non sostituisce la leadership: la rende più adulta. Non elimina la complessità: aiuta a governarla. Non promette voce indistinta: costruisce contributo reale.
Ed è qui che, davvero, il valore nasce dalle persone.
Di Gianluca Nardone, Socio AIDP Veneto e FVG
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