Oltre gli ammortizzatori: formazione e longevità professionale per il futuro del lavoro con Fondimpresa

Il mercato del lavoro italiano si trova di fronte a una tempesta perfetta: da un lato il drastico calo demografico, dall’altro il progressivo e inesorabile allungamento della vita media. In questo scenario inedito, le imprese sono chiamate ad affrontare una sfida decisiva: come accompagnare la longevità professionale delle persone? La risposta non può più limitarsi a interventi temporanei, ma richiede la messa in campo di soluzioni strutturali.

Per mantenere alta l’occupabilità di tutte le fasce d’età, garantendo un futuro sia ai giovani che ai lavoratori più anziani, la chiave di volta è la formazione. Fondimpresa è in prima linea in questa missione di tutela dell’occupabilità, ma il vero cambiamento culturale deve partire dal tessuto produttivo stesso. Un’azienda che oggi voglia definirsi autenticamente “socialmente responsabile” ha un obbligo non solo etico, ma strategico: investire in modo costante nell’aggiornamento e nello sviluppo delle competenze dei propri dipendenti.

Purtroppo, l’attuale sistema è ancora fortemente e pericolosamente sbilanciato. La ripartizione della spesa pubblica per il lavoro pende in modo drammatico verso le politiche passive. Troppo spesso si affrontano le crisi aziendali ricorrendo a tre o quattro anni di cassa integrazione, senza intervenire sul problema in modo preventivo. I piani di gestione degli esuberi vengono redatti quasi esclusivamente come meri documenti burocratici, necessari solo per ottenere l’ammortizzatore sociale, perdendo di vista il loro vero scopo: essere strumenti concreti per la ricollocazione dei lavoratori. È quantomai urgente ridisegnare l’intero sistema degli ammortizzatori sociali, trasformandoli da scivoli verso l’inattività a veri trampolini di lancio professionale.

In questo panorama di transizione, sebbene realtà come Fondimpresa stiano già facendo molto, il salto di qualità definitivo deve avvenire nell’erogazione dei corsi. Non basta finanziare la formazione, occorre continuare a garantirne l’eccellenza. Una leva importante riguarda le Direzioni del Personale: fondamentale rimane per i manager HR mantenere il controllo sull’intero processo, dall’analisi del fabbisogno al monitoraggio delle ricadute pratiche del corso formativo.

Infine, c’è il grande tema dei lavoratori fuoriusciti dal mercato. L’intervento delle Regioni sulla formazione dei disoccupati si è storicamente dimostrato di scarso impatto. Alla luce dell’allargamento del perimetro di azione dettato dalle nuove circolari, questo compito vitale spetterà sempre più a nuovi soggetti, in primis ai Fondi interprofessionali. A loro è affidata la responsabilità di colmare questo vuoto, dimostrando che una formazione mirata e di alta qualità è l’unico vero motore per il rilancio occupazionale del Paese.

 

Pierangelo Albini – Consigliere di Amministrazione Fondimpresa

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