Il viaggio della Direzione Risorse Umane non è mai una traiettoria lineare, ma un’evoluzione continua che attraversa la storia, la cultura e le trasformazioni sociali. Aver accolto il 55° Congresso Nazionale AIDP a Padova ha rappresentato qualcosa di molto più profondo della scelta di una prestigiosa sede congressuale. Ci siamo immersi in un ecosistema che, nei secoli, ha ridefinito il modo in cui l’umanità guarda al mondo, allo spazio e a sé stessa. Padova è la città in cui la precisione millimetrica della scienza incontra la potenza dirompente dell’emozione; è il luogo dove la competenza tecnica si sposa con la visione e l’intuizione. Per i professionisti del People Management, questa città non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio manifesto programmatico per affrontare le sfide di un mercato del lavoro in costante metamorfosi.
Competenza e innovazione: le lezioni di Galileo Galilei e di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia
Galileo Galilei ci ha insegnato che l’osservazione della realtà richiede strumenti nuovi, rigore e l’abbattimento dei dogmi preesistenti. Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo nel 1678 presso l’Università di Padova, ci mostra come la sua determinazione rappresenti un’anteprima storica di ciò che oggi definiamo Diversity, Equity & Inclusion, e che il talento non può essere ingabbiato da pregiudizi.
Oggi, la funzione HR si trova in una posizione del tutto analoga. Non possiamo più gestire il capitale umano con le lenti del passato. La competenza non è più un patrimonio statico, un titolo da esibire o una casella da spuntare all’interno di un organigramma. Essa è diventata un flusso dinamico, un muscolo che va allenato continuamente attraverso l’upskilling e il reskilling.
Essere competenti, oggi, significa possedere la capacità galileiana di guardare oltre l’orizzonte visibile, di utilizzare i dati e l’Intelligenza Artificiale per liberare il potenziale umano. La competenza HR si misura sulla capacità di costruire architetture organizzative flessibili, capaci di valorizzare il talento in ogni sua forma, anticipando le tendenze anziché subirle. Come il cannocchiale di Galileo ha allargato i confini dell’universo conosciuto, così i professionisti delle Risorse Umane devono ampliare i confini del possibile all’interno delle aziende, trasformando i luoghi di lavoro in laboratori di continua sperimentazione e apprendimento.
Coraggio e cambiamento: lo sguardo di Giotto
Tuttavia, la sola competenza tecnica rischia di rimanere fredda e sterile se priva di un’anima. Una straordinaria lezione ci arriva attraverso gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni. Giotto ha avuto il coraggio di rompere con la tradizione bizantina, bidimensionale e ieratica, per introdurre nei suoi dipinti lo spazio tridimensionale, la prospettiva, ma soprattutto l’umanità reale: il dolore, la gioia, lo stupore, la carne e il sangue. Ha umanizzato il divino.
Coraggio non è l’assenza di paura, ma la determinazione ad andare avanti nonostante essa. Nelle nostre aziende ed organizzazioni avere coraggio vuol dire agire con il cuore. Vuol dire mettere ascolto attivo, empatia, fiducia, delega, umanità, cultura dell’errore, al centro delle strategie aziendali per favorire benessere e inclusione vera; vuol dire sfidare il “si è sempre fatto così” e scardinare vecchi modelli organizzativi per aprirsi al nuovo. Vuol dire accogliere il cambiamento senza aspettare circostanze perfette, ma un passo alla volta. Vuol dire essere architetti del futuro per vedere orizzonti laddove molti vedono ancora confini.
Non è mai troppo presto: coltivare il Futuro
Uno dei nodi centrali emersi dal 55° Congresso AIDP è la gestione delle diverse generazioni che oggi si trovano a convivere all’interno delle stesse organizzazioni. Il primo imperativo che il congresso lancia alle imprese è chiaro: non è mai troppo presto.
Per chi muove i primi passi nelle nostre aziende, il coraggio della competenza si manifesta nella capacità di portare valore immediato sfidando l’idea che l’esperienza sia l’unica unità di misura. Competenze digitali native, sensibilità etica profonda e visione fluida della leadership, sono alcuni dei pilastri su cui i giovani costruiscono il domani. Non è mai troppo presto per mappare le competenze del futuro e accogliere le nuove generazioni perché l’innovazione non aspetta i nostri tempi di transizione.
Non è mai troppo tardi: la longevità attiva come risorsa
Se da un lato lo sguardo è rivolto ai giovani, dall’altro l’evoluzione demografica ci impone una riflessione speculare e altrettanto potente: non è mai troppo tardi. L’allungamento della vita lavorativa non deve essere vissuto come un peso sociale o un vicolo cieco organizzativo, bensì come una straordinaria opportunità di valorizzazione dell’esperienza.
Non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco ed il Lifelong Learning (l’apprendimento permanente) non è uno slogan, ma un diritto e un dovere che l’HR deve garantire a ogni lavoratore, indipendentemente dall’età anagrafica. Le aziende più illuminate sono quelle capaci di creare ponti generazionali, dove la memoria storica e la saggezza dei lavoratori senior si fondono con l’energia e la freschezza dei giovani. Dire “non è mai troppo tardi” significa affermare che il valore di una persona in azienda non scade con il passare degli anni, ma si trasforma, arricchendosi di sfumature e competenze trasversali insostituibili.
Come comunità di AIDP, siamo i custodi di questo equilibrio. Siamo chiamati a promuovere una cultura nella quale la competenza diviene scudo contro l’incertezza ed il coraggio motore del progresso. Perché nel qui ed ora risiede il momento giusto per dare valore alle persone e trasformare le organizzazioni.
Katiuscia Bertelle, Presidente AIDP Veneto e Friuli Venezia Giulia
e Chiara Bellon, Vicepresidente AIDP Veneto e Friuli Venezia Giulia
Questo Articolo è stato letto da 170 persone