Esplorazioni 7 e 8 | 55° Congresso Nazionale AIDP

Connessioni Nascoste: Misurare il benessere organizzativo Nuove metriche per generare sviluppo e valore di business (Espl. 7) 
L’inedito storytelling del Total Reward: Raccontare ciò che ha davvero valore per le persone (Espl, 8) 

Genesi, lavoro di gruppo e obiettivo 
Il progetto di costruzione dei due workshop ha preso forma con un briefing definito: non utilizzare casi aziendali già esplorati né soluzioni già pronte, bensì attivare spazi aperti di sperimentazione e novità.  

Il team di lavoro viene costruito in modo rappresentativo dello spirito dell’associazione: una combinazione equilibrata di professionalità, provenienze diverse e sensibilità complementari, pensato per valorizzare punti di vista eterogenei e stimolare contaminazione. In questo contesto, da luoghi inaspettati emerge una intuizione geniale capace di appassionare e orientare il lavoro successivo. 

L’impostazione delle sessioni nasce volutamente ibrida: una breve introduzione teorica per creare un perimetro comune per poi proporre ai partecipanti un lavoro di gruppo intenso, orientato all’esplorazione e alla generazione di idee. Abbiamo voluto che i workshop si sviluppassero con ritmo veloce, pensato per attivare subito i presenti e accompagnarli in una modalità operativa e produttiva. 

L’obiettivo era chiaro: esplorare collaborativamente temi -forse- noti con metodologie -forse- inconsuete, generare energia e coinvolgimento, trasformando l’intensità dei tempi in motore creativo con l’ambizione di lasciare i partecipanti con riflessioni e pratica da portare con sé. 

La sfida: oltre il benessere dichiarato 
Il benessere organizzativo vive oggi un paradosso diffuso: oscilla tra metriche sterili e narrazioni valoriali. Il rischio è che si traduca in un esercizio tecnico privo di efficacia oppure in una dichiarazione aspirazionale scollegata dagli impatti reali. Al 55° Congresso Nazionale AIDP di Padova, abbiamo affrontato questa dicotomia tramite una domanda generativa: in che modo il benessere organizzativo può essere integrato nei modelli di governance e sostenibilità d’impresa, superando la distanza tra rendicontazione asettica e racconto enfatico e rafforzandone il legame con il business? 

Da questa riflessione sono nate due esplorazioni complementari, unite da un framework che coniuga impatto umano e creazione di valore nel business: lo Star Model Canvas. 

Star Model Canvas: un framework inedito per leggere il benessere in chiave sistemica 
Al fine di mappare la complessità del benessere organizzativo, lo Star Model Canvas nasce dall’integrazione di tre anime teoriche: un modello multidimensionale di benessere articolato in 5 pilastri (fisico, emotivo, organizzativo, sociale e finanziario), il Design Thinking, il cui approccio permette uno studio esplorativo delle singole componenti, e il Business Model Canvas, la cui struttura mette in relazione queste dimensioni con i meccanismi di creazione del valore organizzativo. 

La scelta di un modello a “stella” risponde a un’urgenza metodologica: superare la logica lineare degli elenchi puntati. Il benessere, infatti, è un sistema di relazioni tra dimensioni che si influenzano reciprocamenteLo Star Model costringe lo sguardo sui fili invisibili che uniscono le persone ai processi, rafforzando così la prospettiva strategica della gestione HR. 

Due esplorazioni, un’unica orbita: KPI e storytelling in sinergia 
Il framework ha trovato espressione nella convergenza di due sessioni distinte e profondamente interconnesse. L’Esplorazione 7 si è focalizzata sulla dimensione numerica: KPI, misurazione quantitativa e people analytics, per ancorare il benessere a metriche efficaci di performance e decisione organizzativa. L’Esplorazione 8 ha esplorato il versante qualitativo: lo storytelling aziendale e l’evoluzione delle iniziative di Total Reward, concentrandosi sul valore percepito e sulla capacità di rispondere ai bisogni delle persone nelle organizzazioni. Il rischio frequente è trattare questi mondi come pianeti separati: da un lato la rendicontazione tecnica, dall’altro la costruzione del purpose. L’esperienza di Padova ha invece dimostrato che KPI e storytelling sono due facce dello stesso impegno: il dato valida la narrazione e ne previene la retorica, mentre il racconto dà un’anima al dato, chiarendone l’impatto umano e di business. 

Il debutto a Padova: architettura e facilitazione delle esplorazioni 
A Padova il framework è stato presentato per la prima volta come strumento di co-progettazione attraverso workshop strutturati in lavori di gruppo. Il lavoro ai tavoli si è articolato in tre fasi: l’illustrazione guidata del canvas, la mappatura critica delle prassi e dei KPI aziendali legati al benessere e, infine, la riprogettazione condivisa delle strategie trasversali. 

In questo scenario, il ruolo della facilitazione è stato cruciale. L’accompagnamento ai lavori è stato pensato per simulare un’esperienza sul campo, affiancando i partecipanti per stimolare interrogativi significativi e non per fornire soluzioni predefinite. Il modello ha attivato domande di senso e stimolato un dibattito vivace, scuotendo l’attenzione e spronando i colleghi a valutare l’autenticità delle proprie value proposition. 

L’elemento distintivo dello Star Model Canvas risiede nella sua capacità di mettere in relazione dimensioni che, nelle pratiche organizzative, vengono spesso affrontate separatamente: benessere, misurazione, iniziative di Total Reward e creazione di valore. L’utilizzo del framework durante le esplorazioni ha favorito una lettura sistemica del tema, stimolando il confronto tra i partecipanti e facendo emergere riflessioni sui punti di forza e sulle possibili aree di evoluzione delle proprie organizzazioni. 

Confrontandosi e superando i silos organizzativi, i presenti si sono posti domande essenziali e talvolta scomode: stiamo misurando ciò che conta davvero per le persone e per il business, o soltanto ciò che è più semplice misurare? Le politiche di Total Reward intercettano i bisogni reali delle diverse popolazioni aziendali o sono calate dall’alto? Quali indicatori consentono di cogliere non solo gli effetti organizzativi, ma anche l’impatto sulle persone e sul business? 

L’esperienza delle esplorazioni suggerisce che l’integrazione tra misurazione e narrazione rappresenta oggi una delle principali direttrici evolutive per la funzione HR, e per il management nel suo complesso. KPI e storytelling non costituiscono approcci alternativi, ma dimensioni complementari attraverso cui leggere il benessere organizzativo e il suo impatto. In questa prospettiva, il benessere si configura sempre più come componente strutturale dei modelli di governance e dei sistemi di Total Reward, contribuendo alla creazione di valore per le persone e per l’organizzazione. 

 

Di Eleonora Savelli, Nicola Padovani, Alessandra Scotti

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